Dehors gratis solo se nati durante il Covid, arrivano al pettine i nodi della beffa per chi invece pagava già lo spazio prima dell’emergenza

È stata la vecchia giunta, ha spiegato oggi in consiglio comunale l’attuale assessora Tiziana Beghin, a decidere di proseguire la gratuità per i soli dehors emergenziali. Per questo ai titolari di occupazione suolo permanente in questi giorni sono arrivati, adesso, i bollettini relativi al 2022 elaborati a partire dal marzo di quest’anno, ancora nel periodo in cui amministrava il centrodestra. Sono possibili rateazioni

È una questione delicata e tecnicamente complessa quella relativa ai canoni per l’occupazione di suolo pubblico dei dehors, al centro dell’interrogazione presentata in Consiglio comunale dal consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Mesmaeker. Il punto, sollevato da numerosi esercenti genovesi, riguarda i pagamenti richiesti nel 2025 ma riferiti all’anno 2022, alimentando perplessità e proteste nel mondo del commercio. In realtà, è la cronaca di un disequilibrio tra imprenditori che qualcuno nella categoria già ai tempi aveva contestato. privilegiati (e detassati) quelli che dal 2020 avevano allestito gli spazi esterni per sopravvivere alle norme del distanziamento sociale, penalizzati coloro che invece, prima di quell’anno, avevano sempre pagato fior di quattrini al Comune.

A fare chiarezza nella Sala Rossa di Tursi è stata l’assessora al Commercio Tiziana Beghin, che ha ricostruito l’intero quadro normativo post-pandemico. «Durante l’emergenza Covid – ha spiegato – il legislatore aveva previsto esenzioni dal pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico per sostenere i pubblici esercizi, in particolare quelli danneggiati dalle restrizioni legate al distanziamento sociale. L’articolo 9-ter del decreto legge 137/2020 ha introdotto l’esenzione e una procedura semplificata per ottenere nuove concessioni, entrambe misure valide fino al 31 marzo 2022».
Dopo quella data, ha chiarito Beghin, la possibilità di introdurre ulteriori esenzioni o riduzioni è stata demandata alle amministrazioni locali. La giunta precedente scelse di prorogare l’esenzione solo per i dehors emergenziali, cioè quelli nati durante la pandemia in via straordinaria, mentre per i dehors permanenti l’esenzione si è interrotta a fine marzo 2022. «Non risulta che sia mai stata approvata una delibera per estendere l’esenzione ai dehors permanenti oltre quella data – ha aggiunto l’assessora – e in assenza di un atto formale, nessun impegno comunicato a livello mediatico può considerarsi giuridicamente valido». Insomma, le promesse elettorali non costituiscono titolo per l’esenzione.
Il Comune ha dunque proceduto all’invio dei bollettini per 492 posizioni debitorie, per un importo complessivo di 700mila euro. Le lavorazioni tecniche sono iniziate a marzo 2025 (cioè ancora con la vecchia giunta), con invii effettuati a fine maggio. «Sono previste dilazioni di pagamento per chi si trova in difficoltà economica – ha specificato Beghin – e gli uffici comunali sono a disposizione degli esercenti per concordare soluzioni sostenibili».
Un passaggio chiave della risposta è stato dedicato anche al parere della Corte dei Conti, che ha ribadito come in assenza di atti deliberativi formali non sia possibile applicare retroattività o annullamenti. Insomma, chi aveva creduto ad assicurazioni verbali o a dichiarazioni della vecchia giunta ai media si trova, ora, la sgradita sorpresa.
La vicenda dei dehors concessi a piene mani, grazie alla deroga del governo, aveva causato anche tensioni in diversi quartieri, ad esempio in centro storico e alla Foce. alcuni esercenti avevano visto i propri spazi assediati da quelli concessi con la procedura semplificata. Proprio nel quartiere del medio levante era diventato impossibile posteggiare e i comitati di zona dei cittadini avevano polemizzato a più riprese con la giunta e in particolare con l’assessora dell’epoca, Paola Bordilli, per la concessione di spazi sovradimensionati alle reali esigenze, con molte aree cintate usati dagli esercenti come deposito o come posteggio privato oppure non utilizzate, ma comunque sottratte all’uso pubblico. I cittadini hanno durato fatica a ottenere i controlli sul reale corretto utilizzo delle aree concesse gratuitamente, in un primo periodo non solo ai pubblici esercizi (che sono gli unici ad averne diritto in condizioni di normalità, ma anche agli artigiani alimentari e persino ai negozi. Caduta la gratuità, prorogata solo per i dehors emergenziali, la situazione è tornata alla normalità.
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